Dal libro all’e-book

Inizia un nuovo anno scolastico per la mia classe 2.0. Ottenuti i finanziamenti dal MIUR, il consiglio di classe avvia un tavolo di riflessione per discutere e decidere su diverse problematiche:

  • Quale dotazione tecnologica acquistare per il nuovo setting dell’aula (LIM, stampante, scanner, armadietti di ricarica e sincronizzazione per tablet, ecc..)

ebook

Quali dispositivi mobili scegliere per gli studenti?

  • Come configurare i dispositivi mobili degli studenti e per i docenti per un uso didattico?
  • Quali App possono essere efficaci per insegnare e per apprendere in classe e a casa?
  • Quali e-book scegliere tra le diverse proposte di adozioni miste e digitali, per le diverse discipline di insegnamento?
  • Ma cosa è veramente un e-book e quali sono i riferimenti pedagogici che un docente dovrebbe sapere al riguardo?
  • Quale modello didattico scegliere per noi docenti?

Vi invito a partecipare a questa discussione chiedendoci/vi.. Ma cosa è un libro digitale? Non è semplice definirlo…

Detto anche e-Book o libro elettronico possiamo iniziare affermando che è un particolare testo che può essere creato con un software dedicato utilizzando un computer[1] o usando un’ App[2] installata nel dispositivo mobile; esso può essere letto con diversi dispositivi, sia fissi, sia mobili: tablet e Ipad, computer, smartphone, eReader (lettori digitali).

In che cosa si differenzia da un libro cartaceo? Fin dall’invenzione della stampa moderna[3], il contenuto di un libro (una storia, un saggio, ecc..) è sempre stato identificato con il suo contenitore (pagine, indice, copertina). Poiché l’e-book non ha un contenitore fisico, molti pensano che possa perdere parte della sua forza comunicativa e della sua potenza, soprattutto in ambito formativo e scolastico.

Le caratteristiche comunicative dei contenuti di un libro digitale, tra cui la multimedialità e la interattività, lo rendono tuttavia particolarmente adatto ad un uso didattico; tali caratteristiche riescono a stimolare nuove modalità di apprendimento e di insegnamento. Un semplice “tap” su una parola può riprodurre un file audio o un file video, aprire una pagina web o una ricerca in una pagina Wikipedia. Si possono memorizzare note ed evidenziare concetti e parole chiave; aggiungere segnalibri; modificare il colore di sfondo della pagina, il font e la dimensione dei caratteri del testo…

Insomma, la lettura e lo studio possono essere personalizzati ed adattati alle esigenze dello studente e in particolare di studenti BES.

Ma forse è più semplice affermare cosa non è un e-book:

  • non è un file, poiché l’utente non acquista un file (in senso fisico) ma la possibilità di leggere un libro che ha acquistato e di cui possiede un codice di accesso; basta accedere alla sezione digitale della casa editrice e scaricare il libro digitale;
  • non è un formato di file poiché non esiste il formato e-Book; agli e-book viene infatti associato il formato ePub (formato libero standardizzato dall’IDPF, International Digital Publishing Forum);
  • non è sinonimo di e-Reader[1], cioè del lettore con inchiostro digitale utile per leggere e-Book che sfruttano l’e-Ink (inchiostro elettronico).

Quali caratteristiche pedagogiche dovrebbero avere i libri di testo in versione digitale?

Ecco alcune caratteristiche pedagogiche che un libro di testo in versione digitale o in versione mista dovrebbe avere per consentire il raggiungimento di obiettivi disciplinari e trasversali con l’utilizzo di diversi codici comunicativi:

– i contenuti devono essere affrontati con il massimo rigore scientifico ed evidenziare, dove possibile, i nessi interni e i collegamenti con altre discipline;

– la qualità nei linguaggi utilizzati sotto ogni aspetto (verbale, iconico, audio, video, ecc.) deve essere massima;

– il linguaggio utilizzato deve essere coerente con l’età degli alunni e con le capacità ad essa corrispondenti, tenendo conto dei linguaggi specifici delle diverse discipline di studio;

– le fonti alle quali è possibile attingere per eventuali approfondimenti, devono essere citate nel rispetto della vigente normativa sul diritto d’autore;

non devono essere presenti riferimenti a messaggi di tipo pubblicitario, soprattutto se ingannevoli o occulti, relativamente a fornitori di software e hardware;

l’accessibilità dovrebbe essere rispettare secondo le normative attuali, cioè il libro digitale deve essere fruibile con vari supporti tecnologici ed utilizzare standard tecnologici che ne garantiscano la più ampia interattività.

Quali suggerimenti fornire ai docenti che adottano un e-book per le proprie classi?

E’ necessario ripensare la propria metodologia e costruire nuovi approcci e una nuova ottica utili a favorire processi di apprendimento attraverso la costruzione delle conoscenze, di verifica delle stesse e partecipazione attiva degli studenti nei percorsi di studio.

Il docente dovrebbe individuare e scegliere i modelli e gli strumenti più adatti per realizzare attività educative diversificate nelle modalità di intervento e nell’organizzazione adottata (lavoro individuale, cooperativo, a coppie, per gruppi di allievi, per allievi BES o con diversa abilità, ecc..) per la gestione dell’eterogeneità della classe;

Gli strumenti scelti dovrebbero favorire l’attività autonoma e la personalizzazione del lavoro degli studenti sia in classe, sia nello studio domestico: ricerca delle informazioni, trattamento dei dati acquisiti.

Come è intuibile, l’introduzione nella classe di nuovi strumenti tecnologici[2] e l’utilizzo di libri elettronici per studiare e apprendere non garantiscono l’innovazione della Scuola. Si dovrebbe riflettere ragionare in termini di efficacia e di miglioramento dei risultati di apprendimento

[1] ad es: Kobo e Kindle

[2] Dispositivi mobili, tablet e Ipad

[1] Ad es. Sigil.

[2] Ad es. Book Creator – CBB e molte altre.

[3] La stampa a caratteri mobili è una tecnica di stampa inventata dal tedesco Johannes Gutenberg nel 1455.